MINGRINO Rino: si scrive Pergusa, si legge Mingrino
Campioni di Ieri - Pubblicato il 21 Luglio 2020 - 12:00
di Giancarlo Felice – Riproduzione riservata
Il maggior numero di pagine, se non quasi tutte, della storia del circuito del lago di Pergusa sono state scritte dall’Ing. Rino Mingrino, ennese, 75 anni il prossimo 9 agosto (ndr. 9 Agosto 1987). Da un paio d’anni ha passato la mano, ma continua ad essere un punto di riferimento, per il cospicuo bagaglio di esperienza.
Lo abbiamo incontrato nel corso del recente “XII convegno delle commissioni sportive degli automobile clubs di Sicilia” e della successiva premiazione dei campionati siciliani 1986. In questa occasione il mondo motoristico isolano lo ha voluto ricordare per la trentennale attività, consegnandogli una targa, e lui si è commosso quando è stato chiamato a salire sul palco. L’ ing. Rino Mingrino quasi non voleva rilasciarci l’ intervista.
Rino Mingrino, personaggio da considerare un “campione”
Gli si era detto che sarebbe stata pubblicata nella rubrica “campioni di ieri” e lui ha affermato: “Non ne posso fare parte. Non sono da considerare un campione, ovvero che in gioventù ho partecipato ad alcune corse, ma arrivavo sempre terzo”. Ma Rino Mingrino è certamente stato un campione in fatto di impegno e di spirito organizzativo. Senza tema di smentita.
Presidente, Pergusa e la sua persona si identificano.
“Grazie per ti riconoscimento, già dal 1944 ho cominciato ad «amare» questo circuito. Da quando la strada regionale n. 4 (così ancor oggi è identificabile la pista ndr) serviva ai cacciatori per le battute sul lago. L ‘idea del circuito nacque all’allora presidente dell’automobile club di Enna, Vincenzo Greca Militello, collaborato dal direttore Papini. Fu data incarico di fattibilità e progettazione all’ing. Albergoni, un milanese che lavorava negli impianti chimici gelesi. Si comincio a lavorare e nel 1958 la pista fu completata.
Da quell’anno iniziò la mia collaborazione attiva. Ero diventato presidente dell’automobile club di Enna e il sindaco Paolo Savoca, uomo d’azione e pieno di iniziative, mi incarico di organizzare la prima gara. volli subito che la pista venisse recintata e il 31 marzo si disputò la prima corsa con Vetture Gran Turismo. Vinse Cabianca su una oscar. Inaugurammo la pista alla presenza del ministro degli esteri, on. martino, messinese, e di Vincenzo Florio“.
Mingrino ricorda quel periodo pioneristico come l’ innesco della passione motoristica per gli ennesi. L’entusiasmo esplose e coinvolse tutti, tanto che “si dovette pensare – prosegue – ad una programmazione annuale. Sino al 1961 l’autodromo cresceva per qualità di gare ed era un fatto importante e necessari per dimostrare all’ente regione che solo con un finanziamento si poteva completare l’impianto. Nel frattempo l’organizzazione si faceva sempre più impegnativa ed onerosa, specie tra ti 1962 e ti 1966 quando Pergusa ospitò di seguito una gara di Formula 1 ”.
Il 1964 è l’anno della trasformazione
”Si costituì l’ente autodromo con la partecipazione del comune, della provincia, della camera di commercio, dell’ente provinciale turismo e dell’automobile club Enna. Lasciavo l’organizzazione delle, corse come responsabile dell’automobile club e la riprendevo come presidente del nuovo sodalizio, carica che ho mantenuto sino a marzo del 1985 ”
Accennava al suo passato agonistico.
“Eravamo un gruppo di amici con la passione per le corse. ma ad Enna erano solo due le domeniche in cui si poteva correre nel corso dell’anno, cioè nella settimana motoristica che prevedeva una domenica la cronoscalata pirato – Enna e la successive il «circuito della cravatta». lo partecipavo alla prima gara: l’ho disputata dal 1948 al ’54 e finivo sempre terzo con la mia 500. l ‘unica volta che ero secondo e forse potevo aspirate al successo si ruppe il galleggiante della benzina”
Conclusa la carriera di organizzatore, può stilare un bilancio?
“Per Pergusa è stata una escalation. progressivamente si sono raggiunti i massimi livelli, specie dal 1972 in poi,· per numero e importanza di gare. basti rammentare che il circuito ha ospitato vetture di F1,F2 e F3 europea, euroturismo. Per chi organizza tutto ciò, e fiore all’occhiello ”.
Ma cosa manca perché Pergusa possa ospitare in future una prova iridata della massima formula?
“Soltanto box e garage adeguati. Tre anni fa abbiamo presentato un progetto in tal senso per un finanziamento di 4 miliardi e un altro di 3 miliardi per l’illuminazione. Finanziate e realizzate queste infrastrutture e necessaria poi la volontà politica e sportiva per portare ad Enna una prova di campionato mondiale “.
Cosa ha ricevuto Rino Mingrino dal mondo motoristico?
”Al mondo dei motori ho dato molto e da esso ho ricevuto grossissime soddisfazioni, ma anche qualche amarezza”.
E qui l’ ingegnere comincia ad essere diplomatico, specie quando deve rispondere alla domanda del “come mai ha lasciato?”
“Ho ritenuto che era giunto Il momento di passare il testimone ad un giovane che potesse fare meglio di me. Comunque rimango sulla breccia, in maniera disinteressata, pronto a dare consigli e suggerimenti a chi li chiederà“.
I suoi contributi al circuito di Pergusa
”Se pensiamo che intorno al lago imperversava la malaria ed oggi e una zona turistica di prim’ordine, ci si rende conto dell’importanza della nascita e dello sviluppo della pista. Attorno ad essa ora sorgono alberghi, ristoranti, ritrovi, numerose ville. Pergusa oggi si deve considerare area turistica a tutti gli effetti”.
Guardandosi indietro: cosa non rifarebbe?
”Ripercorrerei la stessa strada. Il mio pallino era lo sviluppo dell’automobilismo e di Pergusa: mi sembra di esserci riuscito. Certo che se avessi avuto l’esperienza di oggi, qualche aggiustamento lo apporterei“,
Cosa vorrebbe dimenticare?
“Non ho alcun motivo di rimpianto, in linea di massima tutto e filato liscio ”
Ma c’e stato un momento in cui ha temuto qualcosa? ·
“Una grossa preoccupazione l’ho avuta nei 1971, ma l’ottimismo mi ha aiutato. Come e noto, in quell’anno ci fu proibito di organizzare corse. Ci fu prescritto a maggio che li circuito doveva obbligatoriamente essere dotato di guardrail interno ed esterno per tutti i quattro kilometri e novecentocinquanta metri, che bisognava rifare il manto bituminoso e realizzare due nuove chicane. Chiunque si sarebbe demoralizzato perché tali prescrizioni non si potevano realizzare in un paio di mesi, quanti ce ne separavano dalla stagione agonistica ’71.
Come detto, per quell’anno niente gare e pensammo subito per la stagione successiva. La provincia progettò, chiedemmo i finanziamenti alla regione nel dicembre ’71, nel maggio ’72 si espleta la gara d’appalto. Tutto ciò tra intralci e lentezze burocratiche. La preoccupazione nacque negli ultimi giorni del luglio ’72, quando a pochi giorni dalla prima gara, fissata per li 12 agosto, ancora il manto stradale era da rifare.
Facendo le umane e divine case la gara si disputò. Ma come? Sollecitati i politici e gli amministratori, costrinsi le ditte a lavorare giorno e notte, lottai contro gli scettici e i pessimisti. Mi ricordo che l’assessore regionale al turismo del tempo, convinto che il manto non si rifaceva, ritirò ti contributo. Ma, smentendo tutti, l’8 agosto la pista era pronta. Tutte le prescrizioni erano state realizzate. Si corse “.
Rino Mingrino ha premura. Sta per iniziare la premiazione dei campioni siciliani. Non vuole perdere questo appuntamento: sarà ancora un protagonista.